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Cosa è vero in un Mondo dove non ci è concesso Pensare?

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Niente di ciò che riteniamo vero mostra la realtà per come è in assoluto: è la nostra stessa natura a impedirci di accedere alla vera essenza delle cose.

Già nel Settecento, Immanuel Kant aveva tracciato questo confine insuperabile distinguendo
la realtà in fenomenica e noumenica.

Il Fenomeno (dal greco phainòmenon, ossia ciò che appare) è la realtà per come si manifesta a noi; il Noumeno (dal greco noeîn, cioè pensare) è la realtà considerata in sé stessa, indipendentemente dalla nostra percezione.

Verità imposta dall'Alto

Questa scissione nasce dall’esistenza delle forme a priori: filtri e strutture mentali innate che la mente umana possiede prima di qualsiasi esperienza. Sono come gli occhiali dalle lenti verdi chiusi a chiave sugli occhi dei cittadini nella Città di Smeraldo del Mago di Oz, o come il condizionamento totalitario del Partito di 1984. Ma se per Kant le forme a priori sono la struttura naturale e universale attraverso cui costruiamo la conoscenza, in Orwell assistiamo alla loro versione distopica: la manipolazione artificiale del filtro mentale.

In entrambi i casi, il risultato filosofico non cambia: la cosa in sé resta per sempre inaccessibile. Il noumeno traccia così il confine invalicabile della conoscenza umana, ricordandoci che possiamo ordinare l’esperienza, ma mai abbracciare la totalità dell’universo metafisico.

«Se ti persuadi che stai pensando di vedere qualcosa, credi che tutti gli altri vedano quella stessa cosa. Ma io ti dico, Winston, che la realtà non è esterna. La realtà esiste nella mente degli uomini, e in nessun altro luogo. Non nella mente individuale — che può commettere errori ed è destinata a svanire —, ma nella mente del Partito, che è collettiva e immortale. Qualsiasi cosa il Partito ritenga vera, è vera. È impossibile vedere la realtà se non attraverso gli occhi del Partito», O’ Brien, 1984.

O, per dirla in termini kantiani: veniamo spinti a piegare le nostre naturali forme a priori a una percezione preconfezionata, sostituendo l’esperienza autentica del fenomeno con una lente sociale pre-impostata.

In altre parole, oramai, non siamo più liberi di categorizzare il Mondo, ossia ciò in cui siamo immersi e con cui viviamo in maniera simbiotica, in base agli schemi e alle dinamiche dell’Io Penso

Abbiamo smesso di dare immagine all’Essere, barattando tale privilegio con l’illusione di una certezza predefinita, assoluta e calata dall’Alto.