Sentiti libero, libero di essere prigioniero
Quante volte abbiamo sentito grandi personaggi ricordarci la bellezza della nostra epoca, un’epoca in cui la Libertà è un diritto a disposizione di ciascuno di noi?
Un’epoca in cui puoi essere libero di identificarti con un albero, o con un cane, oppure, perché no, con una bestia da macello.
Nessun limite, nessun ostacolo, purché tu ti mantenga fra le mura del recinto.

Poi però, quando pensi di poter essere libero di difendere la tua dimora, la tua bottega, da un rapinatore intento a minacciarti, ecco che le leggi te lo impediscono; ecco che, se protesti contro una norma che ti depriva dei tuoi diritti fondamentali, quelle stesse Forze dell’Ordine che normalmente interverrebbero caute per arrestare un criminale davvero pericoloso arrivano implacabili ad ammanettarti; ecco che quella Giustizia blanda e lassa diventa nei tuoi confronti severissima e integerrima. E, siccome alle persone, anche a uno Stato pare consentito agire solo fino a quando le sue Politiche vadano a detrimento dei suoi abitanti, con la minaccia di ripicche economiche qualora la sua agenda devii verso la cura del proprio popolo prima che di quelli altrui.
Nulla più ormai ti porta a crescere.
Soffri? Non comprendere il perché, tanto c’è un farmaco. Ti senti a disagio nei valori di quest’epoca? Non ci pensare, bevi e balla, perché tanto si vive una volta sola. Percepisci qualcosa di sbagliato nel Mondo che ti circonda? Non è vero, devi solo prenderti il tempo necessario per adattarti, mentre gridi fieramente al Mondo la parola resilienza. Perché devi capire che ti è concesso il diritto di adattarti, ma non quello di rimanere ciò che sei; devi per forza cambiare, essendo l’Umana Natura mutevole per sua propria necessità, obbligata a compiere costanti metamorfosi dove nulla si acquisisce ma tutto si perde.
Viene pertanto da chiedersi che cosa differenzi davvero l’evo nostro dalle temibili dittature del Passato che tanto ci spaventano. Se da una parte le prime ti mettono a tacere con la violenza, dall’altra le seconde fanno ricorso all’emarginazione, poiché oggi, per essere assimilato, devi necessariamente arrivare su un barcone, o condividere il pensiero dominante.
Questo ritorno al passato sarà reso più accettabile dell’originale grazie alle comodità del Mondo Nuovo, come il condizionamento infantile, l’insegnamento nel sonno e l’euforia indotta da farmaci; ma, per la maggior parte degli uomini e delle donne, si tratterà comunque di una specie di servitù”, A. Huxley, Ritorno al Mondo Nuovo.
Il nostro è divenuto un mondo in cui non devi più avere valori, in cui devi personificare la nietzscheana Morte di Dio per poter vivere.
D’altronde è più facile dominare chi non crede in niente e questo è il modo più sicuro di conquistare il Potere (La Storia infinita, 1984).
Peregriniamo verso santuari dedicati al Nulla, venerando la decostruzione dell’Essere Umano, lamentandoci tuttavia di quanto miserrima sia la nostra situazione, fatta di una Solitudine sociale in cui la nostra natura viene sovvertita e annichilita.
Che cosa significa dunque oggi la Libertà? Significa davvero poter essere ciò che si vuole quando lo si vuole, oppure sarebbe bene che essa torni a coincidere con la nostra facoltà di poterci dire Umani?





