L’ultimo dei Mohicani: la Guerra dei Sette Anni
Quasi tutti abbiamo sentito parlare almeno una volta del celebre romanzo di James Fenimore Cooper L’ultimo dei Mohicani, da cui sono stati tratte numerose pellicole, tra cui segnaliamo l’opera del 1992 diretta da Michael Mann. Il libro di Cooper ambienta i fatti nell’agosto 1757, durante la Guerra dei Sette Anni, nel mezzo degli scontri per il possesso del Nord America.

Nel racconto, i francesi puntano a conquistare l’avamposto di Fort William Henry, situato sul lago George e comandato dal tenente colonnello George Munro. Tuttavia Cora e Alice, le figlie di quest’ultimo, in viaggio per raggiungere il padre sotto la scorta dell’ufficiale inglese Duncan e di un predicatore, sono inseguite da un gruppo di indiani Huron, alleati dei francesi, e capitanati dal capo tribù Magua, che faceva parte dell’esercito inglese, prima di tradirli per vendetta. Presto giungono in loro aiuto il cacciatore americano Natty Bumppo, l’amico Chingachgook e il figlio Uncas unici superstiti della nazione dei Mohicani. Ovviamente, sebbene lo scenario storico e alcuni fatti siano realmente accaduti, buona parte del racconto deriva dalla fantasia dell’autore
Ad esempio, sebbene i Mohicani siano veramente esistiti, Cooper confuse più etnie stanziate in diversi territori. Essi subirono nel 1600 una devastante guerra con una popolazione vicina e, secondo gli studi, i superstiti si divisero in due gruppi, il primo gruppo andò in Pennsylvania, mentre il secondo a Stockbridge a nello stato di New York.
Proprio questi ultimi parteciparono alla Guerra dei Sette Anni a fianco degli inglesi, dove perirono in gran numero. È però superfluo ricordare che il personaggio di Uncas non fosse davvero l’ultimo dei Mohicani.
Un personaggio che invece è realmente esistito è la Longue Carabine, sebbene non si sia trattato di quel nobile e leale cacciatore descritto nel libro, bensì del più famoso cacciatore di indiani vissuto tra la Virginia e lo stato di New York, il cui vero nome era Tom Quick, famoso per aver posseduto un fucile molto lungo, con il quale uccideva tutti i pellerossa senza distinzioni, sia che fossero amici o nemici, uomini, donne o bambini.
Tu devi vivere! Se non ti uccidono, ti porteranno a nord nella terra degli Uroni, sottomessa, capisci? Tu sei forte! Sopravvivrai! Devi vivere, non importa quello che accadrà, io ti troverò. Non importa quanto ci vorrà, fosse anche un secolo: io ti troverò!”, Promessa di Occhio di Falco.
La sua rinomata ferocia ebbe origine da un trauma vissuto all’età di vent’anni, quando assistette impotente all’uccisione del padre per mano di una banda di indiani, fatto che lo spinse a giurare vendetta, prefiggendosi l’obiettivo di uccidere cento indiani.
E fu proprio durante la Guerra dei Sette Anni che diede il via al proprio proposito, divenendo leggenda dopo la fine la Guerra d’Indipendenza Americana.
Uno dei racconti a lui dedicati narra che però non riuscì ad avere successo e narra anche che, in punto di morte, all’età di sessantadue anni, pregò un prete venuto per l’estrema unzione di portargli un indiano vicino a casa così da poterlo uccidere, dato che la sua vendetta aveva preso le vite di soli novantanove pellerossa.




