Il mito del Monopolio Culturale ha fatto il suo tempo
La credenza secondo cui il primato della Cultura in Italia appartenga a personaggi, politici e non, provenienti da ambienti affini alla Sinistra è radicata nell’opinione comune ormai dai tempi del Secondo Dopoguerra, eppure innumerevoli sono le voci dissidenti relegate nel Silenzio, molteplici le orde di intellettuali che sfoggiano capacità ben al di sotto delle aspettative paventate.

Un breve e di certo non esaustivo esame della cronologia degli eventi ci riporta ai tempi del ‘68, quando i tutt’altro che spontanei moti di rivolta giovanile permisero la diffusione e l’imposizione di nuove idee, che i membri di spicco del PCI furono abili a intercettare, usandole poi per posizionare i propri armigeri prima nel mondo accademico, poi in quello dell’Editoria, del Cinema, del Teatro e così via. La lenta infiltrazione cui diedero vita portò, nel corso dei decenni, al consolidamento di un esercito silenzioso disposto a combattere, culturalmente e materialmente, per la loro agenda, la quale, sempre più soggiogata dal pensiero della Sinistra liberal statunitense, è infine confluita nel marese di concetti e pensieri indistinti che risponde al nome di Ideologia Woke, dove per tutto v’è posto tranne che per la Cultura o il Pensiero.
E oggi i risultati di tale appropriazione sono sotto gli occhi di tutti. Scuole e Università che paiono fortezze inespugnabili, dove solo tacendo e acconsentendo si può fare strada; un panorama culturale in cui campeggia una visione cupa, che si nutre voracemente di qualsiasi sfumatura di luce abbia l’ardimento di discostarsi in autonomia dal sentiero tracciato, poiché − così almeno dicono – “Il Mercato richiede questo!”.
E a ogni scintilla che osi brillare del proprio nitore fa eco un coro svilente, che intona il ritornello “Studia, ignorante!”, poiché, si sa, una e una sola è la via della Verità.
Per anni l’egemonia della Sinistra è permasa intatta, ignorando spavaldamente qualsiasi forza tentasse di danneggiarla, eppure, ormai gravata dal peso del castello di mendaci assoluti in cui si è barricata, il suo monopolio culturale ha iniziato a scricchiolare, preannunciando il proprio rovinoso e imminente collasso.
Sapere aude!”, Orazio, Epistulae.
Sono infatti sempre di più le persone che si impegnano a contrastare la Manca Ipocrisia e vani saranno i tentativi di silenziare con la forza i dissidenti.
Per un Charlie Kirk assassinato, ce ne saranno sempre altri dieci pronti a prenderne il posto e a combattere.
E presto la spocchia con cui un professore universitario sbeffeggiava il Presidente del Consiglio o magari uno studente non allineato al Pensiero Unico sarà un ricordo che rimembreremo con comprensione e pietà, poiché noi siamo diversi da loro.
L’Egemonia Culturale e il silenziamento di chi la pensa diversamente sono caratteristiche proprie dei Totalitarismi. È dunque giunto il momento di rivedere il significato del termine Democrazia?





