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Cosa rimane del Parco Miralfiore?

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Tra le poche aree verdi vicine al Centro, il Parco Miralfiore rappresenta sia un’oasi di pace che un esempio della dubbia gestione delle molteplici amministrazioni di Sinistra che dal Dopoguerra reggono le sorti della città. Rischi per la sicurezza e una pessima sovrintendenza dell’area hanno infatti reso pericoloso l’accesso per chiunque non prenda le dovute precauzioni.

Villa Miralfiore
Villa Miralfiore

Ma partiamo dal Principio: originariamente di proprietà ecclesiastica, l’attuale Parco rappresenta le estreme vestigia della vecchia tenuta dei Conti Albani, precedentemente appartenuta a varie famiglie fra cui i Della Rovere, al cui centro sorge Villa Miralfiore. La suddetta proprietà si estendeva tra le mura e il fiume Foglia, il quale, all’epoca, scorreva nei pressi di Villa San Martino; tuttavia, fatta eccezione per il vero e proprio giardino all’italiana di pertinenza della villa, gran parte del territorio era utilizzata per la produzione agricola. Già a partire dal ‘500 si hanno infatti dettagliate cronache relative alla ricchezza d’acqua propria del luogo, la quale rese possibile un’agevole coltivazione dei campi, nonché la realizzazione dei rigogliosi giardini che ancora oggi abbelliscono l’intera area, con il tempo trasformatasi in un parco pubblico.

Eppure negli ultimi anni non la sua storia, non la sua bellezza hanno condotto il Miralfiore sulle prime pagine, bensì l’acquisita fama di zona in cui pullulano loschi individui, nonché bande dedite ad attività ben lungi dall’essere legali.

E, anziché intervenire al fine di ristabilire l’ordine e la civile decenza, le varie Amministrazioni Comunali si sono limitate a semplici e inefficaci azioni dimostrative, grazie a cui i cittadini, alcuni dei quali gestiscono attività proprio sul territorio del parco, hanno potuto forse godere di due o tre giorni di relativa tranquillità.

Oggi registriamo un risultato importantissimo: grazie a questa operazione il parco è più bello, sicuro”, M. Ricci, commento all’operazione di sicurezza Cento Fiori, 2022.

Eppure, a latere di tali torbide dinamiche gestionali, il Parco Miralfiore continua a splendere, così come le opere esposte nel Museo del Vetro ospitato nelle sale della Villa, in cui sono esposte le vitree opere d’arte di alcuni fra i più grandi artisti europei.

Gioiello smeraldino incastonato nel panorama pesarese, il Miralfiore rappresenta un pezzo della Nostra Storia e sarebbe ormai il momento di dargli la giusta importanza.