Hanno ucciso Charlie Kirk, mettendo in moto qualcosa di inarrestabile
Le immagini dell’assassinio del giovane attivista politico statunitense Charlie Kirk hanno segnato nel profondo migliaia di persone e hanno mostrato al Mondo quanto oltre possano spingersi certuni individui pur di far trionfare l’oppressione sulla tolleranza e il dialogo, arrivando a giustificare ciò che essi avevano sempre e comunque considerato ingiustificabile, quella stessa violenza che ha tinto di rosso il luogo in cui un uomo, prima che un padre e un marito, stava discutendo riguardo alle proprie opinioni.

Chi era però Charlie Kirk? La domanda potrebbe ormai sembrare ridondante, ma forse è bene riportarlo alla memoria. Kirk era un attivista politico affine al movimento MAGA e il fondatore di Turning Point USA, un’organizzazione non a scopo di lucro avente lo scopo di tutelare la diffusione di idee di stampo conservatore e nelle scuole e nelle università statunitensi. Kirk si era distinto per via della sua attitudine a confrontarsi con qualsiasi persona la pensasse diversamente da lui, porgendo il microfono al suo interlocutore e spronandolo a difendere le proprie posizioni davanti a centinaia di altri studenti; nelle sue azioni si manifestava il trionfo della libertà di parola tanto elogiata – ma poco tutelata – dai sodali del Partito Democratico e della Sinistra Radicale, le cui azioni sono sempre più mirate a silenziare qualsiasi voce canti fuori dal coro.
Tuttavia, a quanto pare, le sue azioni, le sue idee, la sua profonda Fede Cristiana erano invisi a qualcuno che ha ben pensato di metterlo a tacere nel solo modo con cui si possono sopprimere le persone scomode, ossia con la potenza delle armi; Tyler Robinson, questo il nome dello studente modello che ha sparato su Charlie proiettili con soprascritte le parole “Bella ciao!” e “Prendi questa, fascista”, dimostra, forse, quanto oramai le idee diffuse nelle Libere Università, Americane e non solo, siano stantie e legate a una lotta contro i nemici immaginari del momento per cui non può esistere tolleranza.
Eppure a quelle pallottole intrise di odio è seguita una risposta silente e inarrestabile: niente città distrutte e date alle fiamme come avvenuto dopo la morte di George Floyd, ma solo raccoglimento per commemorare la tragedia, con Erika, la vedova di Charlie, che ha affermato di aver perdonato l’assassino di suo marito, siccome avrebbe fatto Cristo.
Non potete immaginare che cosa abbiate scatenato”, Erika Kirk, 22 settembre 2025.
Il Presidente Trump si è invece auspicato che per il colpevole si scelga la Pena di Morte, affermando che non debba esserci rispetto per certi mostri radicalizzati.
Parole forti che sono però state accolte da un’ovazione, la quale ha celebrato il martire caduto per la sua causa.
E, mentre ciò accadeva, in tanti giustificavano orrendamente l’accaduto con scuse quali “Eh, ma era a favore delle armi“, “Se spargi odio, riceverai odio“, “Se l’è cercata” e così via, adottando quelle frasi da loro stessi in precedenza stigmatizzate.
Kirk tuttavia, che lo vogliano o meno, continuerà a vivere e la sua morte unirà ancora di più il Popolo, fatta eccezione per quei miserabili sedicenti colti che tuttora festeggiano sul suo cadavere.
Ex pluribus Unum.





