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Matteo, il Futuro non si costruisce con grida e accuse

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Il fatidico giorno delle Elezioni Regionali nelle Marche si avvicina sempre di più e le due forze che si contendono la carica di Governatore, ossia il Presidente uscente Francesco Acquaroli e l’Europarlamentare Matteo Ricci, hanno palesato i rispettivi programmi. Tuttavia, a differenza del Centro-destra, che propone di portare a termine il rinnovamento della regione, il Centro-sinistra pare navigare senza una meta precisa.

Il Re Riccio

Certo, i detrattori grideranno che “si sarebbe potuto fare molto di più”, e, chissà?, magari avranno anche valide ragioni per affermarlo, eppure varrebbe la pena ricordare loro che, dall’ormai lontano 1970, anno in cui si riunì il suo primo Consiglio, non vi siano state altre giunte al di fuori di quelle assimilabili a una certa area politica ad aver amministrato le Marche. E che inoltre il lungo processo di decadenza che ha le ha viste protagoniste affonda le proprie radici in tempi in cui solo la rubiconda influenza di certuni individui ne teneva le redini.

Sarebbe proprio il caso di dire che un bel tacer non fu mai scritto!

Eppure, anche innanzi ai traguardi sopracitati, il pungente individuo, pur avendo finanche ottenuto un tranquillo seggio al Parlamento Europeo, donde vigilare avveduto sui suoi miserrimi concittadini, ardisce di farci la morale su gravi problemi inerenti alla carenza di diritti o sulla Minaccia Nera che avanza feroce verso di noi.

Stiamo costruendo un’alleanza del cambiamento e la stiamo costruendo dimostrando l’importanza del confronto”, M. Ricci.

E guai a pensare che la sua repentina corsa abbia qualcosa a che fare con le accuse che gli sono state di recente mosse, guai! Non v’è pericolo alcuno per il candor suo, nessuno!

Senza il manco intervento per le Marche sarà la fine e delle sue verdi colline resterà solo una landa devastata e percorsa dai Quattro Cavalieri dell’Apocalisse, rigorosamente di nero vestiti.

Sarebbe invece opportuno, se egli volesse apparire per il giusto capo che è, discutere civilmente sui temi ritenuti degni di interesse e avviare un dialogo costruttivo vòlto a sanare le rispettive mancanze, così da costruire un domani migliore sotto qualsiasi aspetto.


La nostra mano è tesa e ciascuno di noi è pronto ad ascoltare punti di vista differenti, poiché le Marche sono plurali e in un mondo plurale non deve esserci posto per la discordia.