Matteo, il Futuro non si costruisce con grida e accuse
Il fatidico giorno delle Elezioni Regionali nelle Marche si avvicina sempre di più e le due forze che si contendono la carica di Governatore, ossia il Presidente uscente Francesco Acquaroli e l’Europarlamentare Matteo Ricci, hanno palesato i rispettivi programmi. Tuttavia, a differenza del Centro-destra, che propone di portare a termine il rinnovamento della regione, il Centro-sinistra pare navigare senza una meta precisa.

Cinque anni sono trascorsi da quei fatidici giorni del settembre 2020 in cui le Marche, da sempre considerate un Feudo Rosso, caddero nelle mani del Centro-destra guidato da FdI e dal suo candidato; cinque anni in cui la nostra regione ha iniziato un lungo percorso di risanamento che, fra i tanti traguardi raggiunti, l’ha condotta a lasciarsi alle spalle la fase di regione in transizione, con l’inaugurazione di opere volte a migliorare i collegamenti verso l’Italia e il resto del Mondo. Il potenziamento delle rotte aeree verso Roma, Milano e Napoli e tante altre località; lo sblocco di cantieri quali la Galleria della Guinza, da sempre ritenuta un’opera impossibile da terminare, sono solo alcuni esempi dell’azione del buon governo di Francesco Acquaroli, così come gli interventi volti a sanare la mancanza di personale medico causata da anni di scarsa lungimiranza in materia.
Certo, i detrattori grideranno che “si sarebbe potuto fare molto di più”, e, chissà?, magari avranno anche valide ragioni per affermarlo, eppure varrebbe la pena ricordare loro che, dall’ormai lontano 1970, anno in cui si riunì il suo primo Consiglio, non vi siano state altre giunte al di fuori di quelle assimilabili a una certa area politica ad aver amministrato le Marche. E che inoltre il lungo processo di decadenza che ha le ha viste protagoniste affonda le proprie radici in tempi in cui solo la rubiconda influenza di certuni individui ne teneva le redini.
Sarebbe proprio il caso di dire che un bel tacer non fu mai scritto!
Eppure, anche innanzi ai traguardi sopracitati, il pungente individuo, pur avendo finanche ottenuto un tranquillo seggio al Parlamento Europeo, donde vigilare avveduto sui suoi miserrimi concittadini, ardisce di farci la morale su gravi problemi inerenti alla carenza di diritti o sulla Minaccia Nera che avanza feroce verso di noi.
Stiamo costruendo un’alleanza del cambiamento e la stiamo costruendo dimostrando l’importanza del confronto”, M. Ricci.
E guai a pensare che la sua repentina corsa abbia qualcosa a che fare con le accuse che gli sono state di recente mosse, guai! Non v’è pericolo alcuno per il candor suo, nessuno!
Senza il manco intervento per le Marche sarà la fine e delle sue verdi colline resterà solo una landa devastata e percorsa dai Quattro Cavalieri dell’Apocalisse, rigorosamente di nero vestiti.
Sarebbe invece opportuno, se egli volesse apparire per il giusto capo che è, discutere civilmente sui temi ritenuti degni di interesse e avviare un dialogo costruttivo vòlto a sanare le rispettive mancanze, così da costruire un domani migliore sotto qualsiasi aspetto.
La nostra mano è tesa e ciascuno di noi è pronto ad ascoltare punti di vista differenti, poiché le Marche sono plurali e in un mondo plurale non deve esserci posto per la discordia.





