L’Odissea di Omero e le sirene Woke
Nell’attuale, cinematografico mare omerico, solcato ancora una volta dalla sua nave e dal suo stanco e invecchiato equipaggio, viaggia Odisseo.
Egli è diviso, tra ansia di conoscenza, fiera riproposizione della propria più intima e struggente identità, desiderio di approdare alla sua petrosa Itaca, che la sola memoria rende ancora viva..
Purtroppo, l’eroe greco è destinato inaspettatamente ad affrontare una nuova e mostruosa entità.

Non l’aveva prevista Omero, non era stata concepita nel Pantheon, non risultava generata da alcunché.
Odisseo/Ulisse incontra i Lestrigoni, popolo di antropofagi dell’alto Tirreno; i Ciclopi, tra i quali Polifemo, accecato per non avere rispettato le sacre leggi dell’Ospitalità, Circe, demone femmina, maliarda dei mari risiedente nell’omonimo promontorio del Circeo nell’isola Eea: la stupenda Calipso, figlia di Atlante. L’Odissea di Omero, caposaldo della civiltà occidentale rappresenta il poema dell’essere sé stessi mediante l’incontro con l’altro.
Il viaggio di Ulisse è un viaggiare che produce esperienza attraverso la ri-conoscenza delle altrui Culture e Identità, senza però abbandonare la propria, che deve altresì risultare potenziata e differenziata mediante il confronto con le identità degli Altri.
Odisseo/Ulisse non solo ritorna a Itaca rafforzato nella propria identità, ma quest’ultima risulta potenziata proprio dal contatto con diverse genti e culture del bacino del Mediterraneo.
Questa è l’Odissea di Omero, rispettosa delle diversità ma non fluida. Ulisse, mediante la propria apertura all’altro costruisce la propria autocoscienza.
…odioso quell’uomo // che, da miseria astretto, s’induce a spacciare menzogne”, Ulisse rivolgendosi a Eumeo.
Nell’Odissea del regista Christopher Nolan, Ulisse intercetta una nuova Elena, generata dal nuovo Pantheon della dittatura Woke, con grande dispregio della tradizione e del mito.
Il colore nero della sua pelle, lungi dal rappresentare una apertura (peraltro solo apparente) al Diverso, rappresenta invece una sottomissione ad una agenda politica che, disidentificando i punti di riferimento, introduce lo sconfinamento planetario, il nichilismo dei costumi e, in sostanza, l’universale divenire stranieri a sé stessi.
I nuovi e artificiali Dei, Woke e Gender, non possono essere sconfitti neppure dalla proverbiale astuzia dell’eroe itacese. Per salvarsi dalla furia del Ciclope Polifemo, egli, prigioniero con i compagni nel suo antro, si finse Nessuno. Quel niente, tutto e Nessuno che il Pensiero Unico tenta ora di imporci.
Non praevalebunt!





