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Azzurrina: la leggenda del Castello di Montebello

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Come nasce una leggenda? Questo è ciò che dobbiamo capire prima di iniziare questo racconto. Nasce da una storia vera.

Ma il suo meccanismo assomiglia a quello del gioco del Telefono senza fili, cui tutti, da piccoli abbiamo giocato almeno una volta. Una frase sussurrata all’orecchio di chi ti sta a fianco giunge alla fine del suo viaggio quasi sempre mutata.

E così avveniva nei paesini, in cui gli abitanti arricchivano la verità originale di innumerevoli dettagli.

Il nome con cui la conosciamo oggi deriva da uno scritto seicentesco nel quale veniva affermato che “aveva gli occhi color del cielo e i capelli chiari coi riflessi azzurrini”. Sebbene suggestiva, questa descrizione andrebbe in contrasto con la biologia umana, secondo cui il colore azzurro dei capelli non può esistere, e potrebbe essere invece derivato da una tinta venuta male, essendo la bambina nata albina, fatto che ai tempi era ritenuto foriero di cattivi presagi e a volte anche di connessione con il Maligno, e che probabilmente spinse i genitori a volerla proteggere camuffando il suo aspetto. Il capello albino tuttavia non riusciva a trattenere il colore e reagì al pigmento, diventando azzurro.

Ma quale fu l’episodio che diede definitiva vita alla leggenda?

La risposta si trova nello stesso manoscritto seicentesco, che afferma: “e si narra che, allo scadere del solstizio estivo di ogni lustro, un suono proveniente da quel sotterraneo cunicolo si faccia ancora sentire”.

Un episodio importante di conferma risale al 1990: il castello di Montebello era già adibito a museo da un anno e la leggenda di Azzurrina era ormai di pubblico dominio.


Scettici e sostenitori discutevano a riguardo, quando, il 21 giugno, dei tecnici del suono con apparecchiature sofisticate e interessati a episodi paranormali effettuarono delle registrazioni presso la vecchia ghiacciaia, le quali restituirono i suoni di tuoni, di un temporale e della voce di una bambina. Molte furono le interpretazioni di questo strano fenomeno, che ad alcuni sembrò un pianto, ad altri una risata, e per la maggioranza delle persone una parola.

Vi è tuttavia anche un’altra tesi. Nel 1375 Uguccione venne spinto da Papa Urbano VI a prendere in moglie Costanza Malatesta, la quale mise al mondo una bambina nel mese dei doni, ossia dicembre.

Dillo agli altri, a quelli che tu ed io conosciamo, arriverò non appena l’avrò trovata, qui sto bene, non mi manca nulla… Sono sola, senza compagnia come sempre.”, presunto messaggio medianico del Fantasma di Azzurrina.

Ella non era però caratterizzata da tratti mediterranei, bensì da capelli biondi e da una carnagione chiara, nonché da una spiccata intelligenza.

Tali aspetti, unitamente alle voci che volevano Costanza infedele, sempre propensa a trattenersi con le guardie di diversa nazionalità che sorvegliavano il castello, aumentarono la pessima nomea della ragazza.

E così, dopo che ebbe avuto un erede maschio dalla propria amante, si dice che Uguccione abbia assoldato un sicario per far sparire Guendalina, che quasi scomparve dalla Storia.

Ma la Verità sfugge alla nostra comprensione e solo a noi spetta scegliere a quale versione voler credere.