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L’Unione Europea vivrà ancora a lungo?

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Le vicende degli ultimi sette anni hanno messo in luce una verità che molti vorrebbero rimanesse celata, ossia la totale inconsistenza geopolitica della tanto decantata Unione Europea: la crisi del Covid prima, la guerra fra Ucraina e Russia e l’intensificarsi delle tensioni in Medio Oriente poi sono tutt’ora pietre miliari poste a eterna memoria della sua incapacità e immobilità sul piano internazionale.

UE che cade nel baratro

A quanto detto sopra si aggiungono inoltre le recenti dichiarazioni e azioni del Presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump, il quale, aprendo al dialogo con la Russia di Vladimir Putin e avanzando rivendicazioni territoriali sulla Groenlandia, ha assestato duri colpi all’impalcatura che reggeva il Mondo dai tempi della fine della Seconda Guerra Mondiale, di cui l’UE è una parte integrante, nonché uno degli ultimi bastioni.

Chi fino a ieri era solito schernire i subalterni dall’alto del suo trono ora trema, poiché le sue fondamenta paiono sempre più deboli e pericolanti.

Ulteriore prova del declino inesorabile cui sta andando incontro è riscontrabile anche nella tendenza delle grandi potenze occidentali e orientali a intessere nuove relazioni con i singoli stati della Comunità, anziché con la Comunità stessa, mentre i suoi rappresentanti vengono sovente ignorati, relegati alla stregua di terzi incomodi.

L’UE, con la sua attuale direzione, sta perdendo importanza internazionale…”, Gerhard Schröder, ex Cancelliere tedesco nel periodo 1998-2005.

E a nulla paiono valere gli appelli volti alla sua tutela, poiché le persone comuni, abbandonate in balia dei capricci del Mercato e dello strapotere delle Banche, la avvertono per quello che è: distante, capricciosa e a tratti ostile.

La Tempesta è su di noi e forse nessuno potrà fermare ciò che sta arrivando. Alcuni potranno affermare che sia finalmente giunto il momento di un sincero avvicinamento fra Popoli e Istituzioni e, chissà?, forse potrebbe anche rivelarsi vero.

Oppure siamo infine giunti alla resa dei conti, al limite di quell’abisso che potrebbe definitivamente ingoiare l’UE e consegnarla alle pagine dei libri di Storia.