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Modena e la dimostrazione del fallimento della favola dell’integrazione

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Pareva essere un pomeriggio come tanti e invece si è trasformato in uno scenario di terrore che ha pervaso Modena, riempiendo le strade di grida e sofferenza.

Una Citroën C3 lanciata a folle velocità ha seminato il panico lungo via Emilia Centro e largo Porta Bologna, puntando deliberatamente i marciapiedi affollati.

Al volante della vettura c’era Salim El Koudri, trentuno anni, di origini marocchine, sebbene nato e cresciuto in Italia.

Sebbene sia stato accertato un passato di fragilità psichica, ciò non può certo giustificare i contenuti mediatici che El Koudri aveva spesso pubblicato sui propri canali comunicativi, la cui accurata analisi da parte di personale competente avrebbe forse potuto impedire che le sue minacce si trasformassero in atti concreti e distruttivi.

A quanto pare il ricordo degli eventi che flagellarono l’Europa pochi anni fa non è riuscito a insegnarci che prevenire è spesso meglio che curare.

Domenica, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Primo Ministro Giorgia Meloni hanno visitato i feriti negli ospedali, elogiando l’altruismo dei cittadini intervenuti.

Bastardi cristiani […] voi e il vostro Gesù Cristo in croce lo brucio”, Salim El Koudri.

Nel frattempo, un gran numero di persone si è radunato in Piazza Grande per una veglia silenziosa, stringendosi attorno alle vittime di una tragedia che ha profondamente scosso la Comunità Emiliana.

Il tutto potrebbe sembrare – e sicuramente sarà – casuale, eppure pare strano che il gesto si sia verificato in concomitanza del maggior avvicinamento fra la linea politica del Governo e quella del Presidente Trump relativamente alla questione iraniana.

Ma è pur vero che fin troppo spesso la Storia ci ha insegnato come le coincidenze siano solo un’illusione e che tramite la coercizione violenta si possa influenzare la Politica di uno Stato.