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Sir Arthur Conan Doyle: il padre di Sherlock Holmes

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Essendo molto colta, Ella amava la letteratura e raccontava ai suoi dieci figli strane storie che stimolavano fantasia e immaginazione.

Il Giovane Arthur iniziò i suoi primi studi presso una scuola della sua città, trasferendosi poi a Lancashire; la sua istruzione più importante avvenne tuttavia in Austria, in una scuola gestita dai Gesuiti. Finì gli studi a Edimburgo, dove consegui la laurea in Medicina e più avanti la specializzazione in Chirurgia.

Sherlock Holmes

Presso l’ospedale della stessa città conobbe il brillante e freddo dottor Jospeph Bell, che, con il suo metodo scientifico e le sue abilità deduttive, ispirerà a Doyle il personaggio di Sherlock Holmes, il quale aveva in origine un legame con il Medical thriller.

Aprì successivamente con scarso successo uno studio medico in un sobborgo di Portsmouth e, sempre il quel periodo, cominciò a scrivere le avventure di Holmes. Il primo racconto fu Uno studio in rosso (1887), pubblicato sulla Strand Magazine: nel romanzo il narratore è il buon Dottor Watson, alter ego dello stesso Doyle. La seconda opera fu Il segno dei quattro (1890), che valse all’autore enormi successi, tanto da non avere ancora oggi eguali nella storia della Letteratura Gialla.

Alle attività di scrittore Arthur Conan Doyle abbinò anche quella da giornalista, dato che fu corrispondente sia nella Guerra anglo-boera in sud Africa, sia durante la Prima Guerra Mondiale. Nei suoi scritti di quel periodo bisogna segnalare il libro I crimini del Congo, nel quale l’autore denunciò le violenze dal regime belga di Leopoldo II contro le popolazioni indigene.

Nel 1908 Doyle scrisse un articolo per il Daily Mail nel quale esaltò l’atleta italiano Dorando Pietri, vincitore della maratona olimpionica ingiustamente squalificato dalla competizione: lo paragonò ad un atleta romano e lo aiutò con una raccolta fondi che rese l’atleta italiano famoso in tutto il Mondo.

Lo stesso Arthur Conan Doyle praticò molti sport: boxe, cricket, biliardo, motociclismo, calcio e sci, essendo stato il primo a introdurre l’abitudine di fare lunghe vacanze per cure termali in Svizzera.

Intanto il personaggio di Sherlock Holmes otteneva sempre più successo a livello globale, tanto che, geloso della celebrità della sua creatura, Doyle decise di far morire l’investigatore, fatto che il pubblico non gradì, scrivendo lettere a lui e ai giornali; Conan Doyle lo riportò allora in vita, spiegando, nel successivo romanzo, come Holmes avesse fatto a sopravvivere.

Eliminato l’impossibile, ciò che resta, per improbabile che sia, deve essere la verità”, Sherlock Holmes, Il Segno dei Quattro.

Conan Doyle fu nominato Sir nel 1902 da Edoardo VII, che gli conferì il titolo di Knight Bachelor, molto probabilmente per aver difeso pubblicamente l’impegno bellico della Gran Bretagna contro i Boeri, più che per i meriti letterari.

Il creatore di Sherlock Holmes fu inoltre un grande appassionato di misteri e si occupò di Spiritismo per il resto della vita e solo l’amico Harry Houdini, il celebre illusionista, a riportarlo alla ragione.

Sir Arthur Conan Doyle morì il 7 luglio 1930 all’età di 71 nella sua tenuta Windlesham, a Crowborough, a causa di un attacco di cuore dopo una lunga battaglia contro l’Angina pectoris.

Nel Regno Unito molti dei luoghi nei quali l’autore ha soggiornato, vissuto o lavorato sono contrassegnati oggi da targhe commemorative.