Ancora scintille tra Italia e USA: davvero è tutto come appare?
È di ieri la notizia del litigio fra Donald Trump e Giorgia Meloni, il secondo, se consideriamo anche quello avvenuto non molto tempo fa.
Subito le testate giornalistiche e televisive del Bel Paese hanno riportato la notizia a destra e a manca, facendosi eco a vicenda, chi esultando, chi disperandosi.
Eppure, dopo anni di presidenza del Tycoon, pare che ancora non siano avvezzi ai suoi modi.

Già a seguito della sconfitta inerente al Referendum sulla Giustizia avevamo assistito a un’invettiva del Presidente degli Stati Uniti diretta contro Giorgia Meloni, poi rientrata dopo pochi giorni, la quale ebbe il paradossale effetto di stringere il Paese, anche la parte più avversa, attorno al Capo del Governo. Viene pertanto da chiedersi se vi sia qualcosa di inaspettato in arrivo, qualcosa che potrebbe coinvolgere il Nostro Paese negli attuali affari internazionali più di quanto già non lo sia, qualcosa per cui sarà necessaria la presenza di un Governo più forte e supportato: in tal senso quindi le parole di Trump, unitamente alla rottura operata dal Generale Vannacci e alle sempre più ridicole uscite dei Rappresentanti dell’area di Centro-Sinistra potrebbero finire per rendere il Governo ancora più saldo. Chissà?
Sarebbe un meccanismo astruso? Sì, certo. Ma è pur vero che in fondo oggi lo scacchiere politico del Mondo è quanto di più imprevedibile ci possa essere, con alleanze storiche pronte saltare e accordi all’apparenza impossibili che prendono gradualmente forma sotto i nostri occhi, spesso senza che le persone se ne rendano nemmeno conto.
Quasi come se una tempesta stesse sconquassando l’ambiente per trasformarlo in qualcosa di nuovo.
Il Governo presieduto da Giorgia Meloni è ben lungi dall’essere perfetto, ma è indubbiamente uno dei più solidi che l’Italia abbia visto dall’inizio dell’era della Seconda Repubblica ed è vitale che una simile risorsa permanga salda fra le avversità. Fra le possibili letture che mi sento di dare in merito all’accaduto, ve ne è una che, nella sua probabile assurdità, potrebbe dare avvio al definitivo cambiamento in territorio europeo.
Quando si è vicini bisogna dare l’impressione di essere ancora lontani, e quando si è lontani quella di essere già vicini”, Sun Tzu, L’Arte della Guerra.
Poniamo infatti che, a seguito degli “attacchi”, l’Italia inizi un lento processo di emancipazione dall’egemonia USA.
Quale sarebbe il primo punto verso cui il Governo potrebbe volgere lo sguardo? Il fabbisogno energetico e la ricerca di nuovi sbocchi di mercato obbligano a puntare solo verso la Russia, con cui l’Unione Europea ha chiuso, almeno ufficialmente, ogni tipo di rapporto a seguito dell’inizio della questione ucraina.
E sia mai che, in un domani non troppo lontano, Roma possa di nuovo divenire un punto di incontro fra Civiltà e Nazioni, scardinando le dinamiche fin troppo stantie che da secoli avvelenano le sorti del Mondo e trasformandosi nella fonte della tanto anelata Pace.
Dal 2014 a oggi si sono concentrati fatti terribili e cataclismici, i quali hanno profondamente mutato, e continuano tuttora a mutare, lo status quo che caratterizzava il vecchio equilibrio globale. E a noi spetta il compito di scegliere se viverli da osservatori inerti o da giocatori attivi.




