Sigmund Freud: l’arte della Psicoanalisi
Sigmund Freud nacque il 6 maggio 1856 a Freiberg, l’attuale Moravia in Repubblica Ceca. Si laureò in medicina a Vienna, specializzandosi in Psichiatria, e si trasferì a Parigi per un breve periodo, dove si interessò ai fenomeni isterici, curati attraverso l’Ipnosi.
Una volta il comune approccio medico era quello di sottovalutare tutte le patologie di natura psicologica, ma Freud invece portò una svolta a quest’ambito, osservando più attentamente i sintomi nevrotici (tensione muscolare, stanchezza cronica e disturbi del sonno).

Tornando a Vienna, Sigmund conosce e divenne collaboratore di un medico, Josef Breuer, il quale aveva notato che l’ipnosi risultava utile per tenere sotto controllo i sintomi isterici attraverso la suggestione che crea, ma anche per far ricordare ai pazienti degli episodi spiacevoli dimenticati e nascosti nell’inconscio. Continuando a indagare da solo le cause delle isterie, Freud arrivò a capire che alla base dei sintomi nevrotici c’era un conflitto tra le forze inconsce e da tale scoperta nacque la Psicoanalisi, lo studio della mente dell’individuo. Come ogni teoria e sensazionale scoperta che si rispetti, la teoria di Freud non ebbe un immediato successo, essendo troppo avanti nell’orologio della Storia. Nel 1910 tuttavia avvenne la svolta: a Norimberga venne fondata la Società internazionale degli psicoanalisti.
Nel 1938, con il Nazismo al potere, Freud fu costretto a trasferirsi a Londra, dove morirà un anno dopo a causa di un tumore alla gola, essendo amante di sigari (ne fumava regolarmente 20 al giorno). Quando il cancro divenne troppo doloroso da sopportare, disse al suo medico personale di procedere al suicidio assistito attraverso una iniezione di morfina.
Neppure Sigmund Freud era esente da paure o dipendenze: era ad esempio terrorizzato dal numero 62 ed era pienamente convinto che, raggiunta quell’età, sarebbe morto. Inoltre, dai ventotto ai quarant’anni, fu dipendente dalla cocaina.
La teoria fondatrice della Psicoanalisi fu che la psiche di un individuo non è dominata da processi che noi riteniamo consapevoli, ma da un’attività inconscia. Proviamo, in altre parole, a immaginare un iceberg: sulla sua punta troviamo il conscio, che è solo una piccolissima parte, mentre la base, ossia la porzione più grande, rappresenta l’inconscio.
Sull’equilibrio che l’Io riesce a raggiungere si gioca”, Sigmund Freud.
Sigmund Freud definì inoltre il concetto di personalità dell’Individuo, che si crea a partire dall’equilibrio di tre istanze inconsce.
Tali istanze sono l’Id, ossia la parte oscura della nostra personalità che ignora i valori, non conosce la differenza tra Bene o Male e neanche la moralità delle sue azioni, seguendo pertanto l’inesorabile principio del piacere.
L’Ego. e cioè la parte organizzata della personalità che deve equilibrare le pressioni dell’Individuo, spesso contraddittorie tra loro.
E infine il Super-Ego, costituito dall’insieme di tutte le proibizioni presenti nell’Individuo nei primi anni della sua vita, proibizioni che sono destinate ad accompagnarlo negli anni a venire.
È soprattutto grazie al genio di questo studioso se oggi possiamo dire di aver iniziato a comprendere realmente ciò che Siamo.





